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Ho sempre avuto una particolare passione per la lettura , negli ultimi anni , in seguito aime’ a problemini di salute che sto risolvendo e dei quali vi parlero’ piu’ avanti…

Un certo magnetismo mi ha attratto verso volumi di guarigione, autoguarigione… e tutto cio’ che concerne quella forza insita in ognuno di noi che ci porta a VIVERE…. ho scoperto e testato su me stessa tante cose interessanti….

Date uno sguardo qui…

“La malattia ci mette davanti a un avvertimento, a un’informazione che ha uno scopo, e noi siamo sempre liberi di stare ad ascoltare o no, di decifrare il messaggio o no…”La malattia è dunque un’occasione supplementare di sopravvivenza […]. Qualsiasi malattia, qualsiasi sintomo, risponde a un’intenzione positiva.”

Citava Flèche, padre della teoria di decodificazione biologica

Conoscete Christian Flèche, lo psicoterapeuta, padre della teoria di decodificazione biologica? La sua teoria è molto interessante dal punto di vista emozionale.

Questo psicoterapeuta afferma che ad ogni organo corrisponde un’emozione, e se questa emozione è negativa ne corrisponderà una malattia, secondo lui bisogna essere in grado di decodificare i sintomi, capirne il senso nascosto e quindi risalire dall’organo malato all’emozione che in esso si esprime.

“Siamo un gruppo composto da quattro realtà inseparabili: organica, cerebrale, psichica ed energetica. Uno shock è sempre accompagnato da una sensazione personale, che colpisce i 4 livelli biologici ” ~ C. Flèche

Secondo Flèche il sintomo della malattia viene fornito dal corpo con le migliori intenzioni, per far fronte alle situazioni di stress, difficili da gestire o di imprevisti che minacciano la nostra esistenza o quella dei nostri cari; praticamente la malattia è lo sforzo della natura per guarire il corpo.

“Le malattie sono una metafora per i bisogni fisici ed emotivi del nostro corpo. Quando c’è una soluzione esterna a questa esigenza, una soluzione interna si verifica”. ~ C. Flèche

Il nostro corpo memorizza situazioni evolutive a livello inconscio e quando si trova in stato di shock ripesca queste situazioni e si adatta, ad esempio se una donna che sta allattando un bimbo scopre che quest’ultimo è malato, potrebbe incominciare a produrre molto più latte perché nella memoria biologica c’è il ricordo del bambino debole che ha bisogno di essere nutrito di più.

Quindi secondo Flèche quando si hanno dei dolori bisogna analizzare a fondo il momento in cui si sono avvertiti i primi sintomi, in modo da andare a stanare la causa scatenante.

Ad esempio un problema alla pelle può indicare un conflitto di separazione, mentre problemi o dolori alle ossa corrispondono ad una perdita oppure un problema allo stomaco può derivare da un’incapacità di ‘digerire’ cio’ che il quotidiano ci offre.

Quindi quando abbiamo una malattia dovremmo provare ad identificare l’emozione che potrebbe aver fatto scattare la nostra memoria biologica, iniziare ad accettare le nostre emozioni è il primo passo per guarire, l’ideale sarebbe trasformare le emozioni in azioni, per esempio dipingendo o ballando. Anche condividendo le proprie emozioni si riesce a stare più in salute, infatti sappiamo tutti che un dolore condiviso si dimezza mentre una gioia si moltiplica.

Tratto da * ho un corpo per guarirmi*
Autore: Christian Flèche
Data di pubblicazione: 1 nov 2016
Editore: Amrita Edizioni
Lingua: Italiano

Ho un corpo per guarirmi

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